Manovrina, confermata cedolare secca su affitti brevi

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Il Sole 24Ore scrive in un articolo (con autosmentita) che nella manovra correttiva al Def sarebbe stata inserita, o reinserita, la cedolare secca al 21% per gli affitti brevi, battezzata lo scorso novembre, quando per la prima volta se ne parlò, come tassa Airbnb. Immediatamente sotto il titolo il quotidiano di Confindustria spiega però che non si tratta né di una novità, né di un ritorno.

L’applicazione della cedolare secca è infatti già prevista anche per gli affitti brevi, quelli che viaggiano su Airbnb e siti simili, per intenderci. Lo contempla un’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, che in alternativa indica che i redditi derivanti dall’affitto di abitazioni o di stanze per periodi brevi vadano a comporre imponibile Irpef e quindi che vengano tassati in base alla relativa aliquota marginale.

Airbnb diventa sostituto d’imposta

Dal punto di vista fiscale, in teoria, non cambia nulla. In pratica per molti affittacamere del weekend lungo o della vacanza estiva in stile casalingo-familiare diventerà più difficile evadere le tasse.

La grande novità, che anche in questo caso novità lo è solo relativamente, in quanto si tratta di cosa già prevista nella prima formulazione dello scorso anno della norma, è che tutti gli intermediari immobiliari attivi in questo settore, anche attraverso l’Internet, dovranno operare una ritenuta del 21% sui canoni di locazione. In pratica Airbnb e simili dovranno agire come sostituti d’imposta, pagando le tasse a nome e per conto dei propri inserzionisti e clienti.

Ad alimentare l’equivoco è stato, a novembre 2016, l’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi che, in piena campagna elettorale referendaria, impose il proprio veto con uno stentoreo tweet: “Nessuna nuova tassa in legge di Bilancio. Nemmeno Airbnb. Finché sono premier io, le tasse si abbassano e non si alzano”. Nessuna nuova tassa era prevista nemmeno allora, ma si sa, in campagna elettorale non è che si possa andare tanto per il sottile spiegando che il recupero di imposte evase non equivale a un aumento di imposizione.

Il problema sorge se mai per i proprietari che, per motivi fiscali preferirebbero pagare le imposte relative agli affitti brevi con aliquota marginale Irpef, e per gli intermediari online di affitti brevi, che saranno gravati da tutta una serie di adempimenti burocratici per far fronte a questo nuovo obbligo. Ma questa è tutta un’altra storia.

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