Il Progettino Casina Italia di Gentiloni

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni

Un programma di lungo periodo volto a coordinare e integrare le attività di promozione della sicurezza, sulla casa e sulla sicurezza a fronte di eventi sismici. Così il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha presentato sabato il progetto Casa Italia.

La scelta del progetto Casa Italia – ha spiegato Gentiloni – è quella di intervenire sugli edifici esistenti, riducendone la vulnerabilità, e sulla resilienza delle comunità, assicurando la vivibilità degli insediamenti. È un approccio più oneroso, ma oggi compatibile con la disponibilità di informazioni analitiche e di tecnologie innovative (diagnostica, materiali.

Per attuare il programma sono stati scelti 10 luoghi nei quali avviare i cantieri sperimentali. Al programma sono destinati 25 milioni di euro, già individuati. Torna alla mente la storia della montagna e del topolino.

Di positivo il progetto Casa Italia ha che si tratta di un programma che tenta di sganciare in parte la dinamica di spesa dal ciclo elettorale. Non è una cosa da poco, soprattutto perché la messa in sicurezza del patrimonio edilizio nazionale non è cosa che si possa realizzare in una legislatura, ma necessita di lungimiranza, al di là di chi in un determinato momento sia in maggioranza o all’opposizione, e pianificazione di lungo periodo.

Però c’è più di un però: messa in cassaforte la buona intenzione non è detto che chi si succederà al governo del Paese la mantenga. La storia delle famigerate clausole di salvaguardia, con cui devono scattare aumenti automatici di imposte (nella fattispecie l’Iva) al mancato raggiungimento di determinati obiettivi di bilancio pubblico, non depone a favore della capacità della classe dirigente nazionale di mantenere impegni nel medio periodo. In pratica queste clausole furono studiate e introdotte – inizialmente da Tremonti e poi furono ribadite e accresciute da Padoan con i governi Letta e Renzi – per obbligare il governo in carica, di qualsivoglia colore fosse, a tagliare la spesa pubblica, in particolare quella corrente in favore di quella per investimenti. In realtà le clausole sono state rinnovate e appesantite di anno in anno, sinché il cerino non è rimasto in mano proprio a Gentiloni, che dovrà provvedervi per almeno 4 miliardi di euro, lasciandone indietro come minimo altri 14 per il prossimo anno.

Le risorse necessarie alla messa in sicurezza antisismica del Paese variano a seconda delle stime. Per gli ingegneri del Cni servono 93 miliardi di euro; per la Protezione civile ne “bastano” 50 di miliardi di euro. Ok che si tratta di un programma sperimentale, ma con massimo lo 0,05% delle risorse necessarie parlare di programma di lungo periodo appare un po’ fantasioso…

Forse si riuscirà a realizzare qualche progetto pilota, magari anche di successo, ma poco di più

La presentazione del progetto

L’avvio dei dieci cantieri persegue l’obiettivo di ridurre la vulnerabilità degli edifici, migliorando la qualità dell’abitare. Il progetto, che coinvolge il G124 coordinato da Renzo Piano, intende sperimentare sul territorio metodi diagnostici e soluzioni progettuali innovative, privilegiando interventi non invasivi che consentano alle persone di poter continuare a vivere nel proprio ambiente. Le tipologie costruttive oggetto della sperimentazione saranno edifici residenziali di proprietà pubblica.

Per realizzare il progetto, sono stati individuati dieci comuni, in base a quattro criteri:

  • pericolosità sismica, privilegiando comuni localizzati nelle aree a più alta pericolosità sismica;
  • molteplicità delle fonti di pericolo, selezionando comuni che uniscano al rischio sismico quello idrogeologico e, in almeno uno dei casi, fenomeni di tipo vulcanico o di maremoto;
  • caratteristiche sociali e demografiche, con l’obiettivo di attuare la sperimentazione in aree che uniscano alle problematiche ambientali anche alcuni aspetti significativi di vulnerabilità sociale e di esposizione demografica;
  • dispersione territoriale, limitando i casi a non più di uno per Regione.
  • Dalla sperimentazione sono stati esclusi i comuni che appartengono alle “aree di cratere” interessate da eventi sismici verificatisi a partire dal terremoto del 2009, per evitare interferenze con le azioni di ricostruzione già in corso.

    I luoghi scelti per i cantieri sono: Catania, Feltre, Foligno, Gorizia, Isernia, Piedimonte Matese, Potenza, Reggio Calabria, Sora, Sulmona.

    L’ammontare degli interventi è stato stimato (utilizzando come riferimento i costi degli interventi di aumento della sicurezza sismica degli ultimi anni) in circa 2,5 milioni di euro per ciascun cantiere e, quindi, complessivamente in 25 milioni di euro per l’intero programma, risorse che sono già state individuate.

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