Valutazione impatto ambientale, nuove regole in Parlamento

Pale eoliche lungo la costa

Lo scorso 10 marzo, il Consiglio dei ministri ha emanato uno schema di modifica della disciplina in materia di valutazione di impatto ambientale, in attuazione delle direttive europee 2011/92/UE e 2014/52/UE. Pertanto adesso lo schema verrà discusso in Parlamento presso le commissioni Ambiente e Politiche Ue della Camera e la commissione Bilancio.

Le nuove norme, che modificano l’attuale disciplina della Verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale (VIA) e della stessa VIA, hanno come obiettivo lo snellimento delle procedure e quello di innalzare i livelli di tutela ambientale. La direzione è quella di sbloccare il potenziale derivante dagli investimenti in infrastrutture, opere e impianti, col fine di rilanciare una crescita sostenibile per il Paese.

A oggi la durata dei procedimenti di VIA ha una media di circa 3 anni, mentre per la Verifica di Assoggettabilità a VIA sono necessari quasi 12 mesi. Tempi lunghi dovuti alla frammentazione delle competenze normative, regolamentari e amministrative tra Stato e Regioni, uno degli scogli più duri che il futuro decreto vuole superare. L’obiettivo è quello di eliminare la duplicazione dei ruoli che il più delle volte comporta un evidente rallentamento (se non paralisi) dell’iter valutativo dei progetti.

Riassumiamo in breve gli elementi più importanti di questa modifica al decreto legislativo 152/2006:

  • Il proponente potrà richiedere, in sostituzione del provvedimento di VIA ordinario, il rilascio del Provvedimento Unico Ambientale che coordina e sostituisce tutti i titoli abilitativi o autorizzativi riconducibili ai fattori ambientali;
  • una riduzione complessiva dei tempi per la conclusione dei procedimenti, cui è abbinata la qualificazione di tutti i termini come “perentori” ai sensi e agli effetti della disciplina generale sulla responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile dei dirigenti, nonché sulla sostituzione amministrativa in caso di inadempienza;
  • l’introduzione di una norma transitoria che, grazie alle semplificazioni procedimentali introdotte, consente al proponente di richiedere l’applicazione della nuova disciplina anche per procedimenti pendenti (procedimenti il cui valore complessivo oggi ammonta a circa 21 miliardi di euro);
  • una nuova definizione di “impatti ambientali”, modulata in aderenza con le prescrizioni della direttiva Ue, che comprende anche gli effetti significativi, diretti e indiretti, di un progetto sulla popolazione, la salute umana, il patrimonio culturale e il paesaggio;
  • la possibilità di presentare nel procedimento di VIA elaborati progettuali con un livello informativo e di dettaglio equivalente a quello del progetto di fattibilità, ad un livello tale da consentire la compiuta valutazione degli impatti. Questo permetterà di aprire con l’autorità in qualsiasi momento un confronto per condividere la definizione del livello di dettaglio degli elaborati progettuali;
  • l’eliminazione per il proponente dell’obbligo, nella verifica di assoggettabilità a Via, di presentare gli elaborati progettuali: per la fase dello “screening” sarà sufficiente uno studio preliminare ambientale, così come previsto dalla normativa europea;
  • nel caso di modifiche o estensioni di opere esistenti, la possibilità di richiedere all’autorità competente un “pre-screening”, ovvero una valutazione preliminare del progetto che permetta il proponente di individuare l’eventuale procedura da avviare;
  • la riorganizzazione del funzionamento della Commissione VIA, per migliorarne le performance, assicurando la copertura dei costi di funzionamento a valere esclusivamente sui proventi tariffari dei proponenti. Si costituisce un Comitato tecnico di supporto, che opererà a tempo pieno, per accelerare e rendere più efficienti le istruttorie;
  • l’introduzione di regole omogenee per il procedimento di VIA su tutto il territorio nazionale, rimodulando le competenze normative delle Regioni e razionalizzando il riparto dei compiti amministrativi tra Stato e Regioni;
  • la completa digitalizzazione degli oneri informativi a carico dei proponenti, anche prevedendo l’eliminazione degli obblighi di pubblicazione sui mezzi di stampa.

In un momento storico in cui il Paese ha vissuto il fallimento del Referendum sulle Trivellazioni dello scorso giugno, e sta vivendo giorni di tensione per la realizzazione in Puglia del gasdotto del Consorzio TAP, resta qualche legittimo dubbio su questa bozza di decreto. Se attualmente alcuni interventi avrebbero bisogno del provvedimento di VIA, con l’approvazione di questo Decreto potranno essere sottoposti alla procedura di Verifica di Assoggettabilità a VIA, e con un livello di approfondimento degli elaborati che si ferma allo Studio Preliminare.

Oltretutto mentre attualmente la Commissione Tecnica di Verifica che a livello statale valuta i progetti, ai sensi dell’art. 6 del Decr. Lgs. 152/2006 provengono “dalle amministrazioni pubbliche con adeguata qualificazioni in materie tecnico ambientali”, con questo decreto saranno invece scelti “fra soggetti, anche estranei all’amministrazione, provvisti del diploma di laurea di vecchio ordinamento, di laurea specialistica o magistrale, con adeguata esperienza professionale di almeno cinque anni, all’alto della nomina; il loro incarico dura quattro anni ed è rinnovabile una sola volta. I commissari sono nominati dal ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, senza obbligo di procedure concorsuali e con determinazione motivata esclusivamente in ordine al possesso da parte dei prescelti dei necessari requisiti di comprovata professionalità e competenza nelle materie ambientali, economiche, giuridiche e di sanità pubblica…”

Resta legittima la necessità di centralizzare e snellire procedure che si sono dimostrate poco efficienti in questi anni, ma alcuni devono essere sicuramente migliorabili, al fine di evitare uno scollamento sempre più evidente tra istituzione e cittadini.

di Piero Ruggieroarchitect progettazione e gestione impianti

Scarica lo schema di decreto sulla nuova VIA

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